Una linea

di Vittorio Mortarotti

Una linea

di Vittorio Mortarotti

Se alla fine si aggiunge il prefisso -con, allora la demarcazione diventa appartenenza.

Quando si scrive un confine, si danno un di qua e un di là, dentro e fuori, noi e loro.
Diversa è la soglia.
“La soglia [Schwelle] è una zona. Nella parola «schwellen» [gonfiarsi] sono compresi mutamento, passaggio, maree, significati che l’etimologia non deve lasciarsi sfuggire…” da W. Benjamin, Parigi, capitale del XIX secolo.
Le immagini qui riprodotte sono realizzate sul confine alpino tra Italia e Francia e sono parte della serie Una linea commissionata dal Museo Nazionale della Montagna di Torino dove saranno esposte dal 26 maggio fino al 8 novembre 2020 insieme ai lavori di Marina Caneve, Laura Pugno e Davide Tranchina nella mostra “Qui c’è un mondo fantastico” curata da Veronica Lisino e Giangavino Pazzola.

Vittorio Mortarotti ha esposto i suoi lavori in importanti centri quali la BlueProject Foundation di Barcellona, l’Arsenal di Metz e il Fries Museum e in manifestazioni internazionali come il Mois de la Photo di Parigi e Manifesta, biennale europea itinerante di arte contemporanea. I suoi progetti interrogano le conseguenze dei grandi eventi della Storia sui destini privati e le dinamiche di ricostruzione della memoria.
Nel 2015 è stato vincitore, insieme ad Anush Hamzehian, del Leica Prize alla Biennale Images di Vevey con la serie Eden, esposta poi anche al MAXXI di Roma e al Casino Luxembourg, e ha pubblicato per Skinnerboox il suo primo libro. Selezionato tra i dieci finalisti del “The First Book Award” di Londra, The First Day Of Good Weather raccoglie fotografie realizzate in Giappone nelle aree colpite dallo tsunami.
Nel 2018 è uscito il suo primo film documentario, Monsieur Kubota, realizzato sempre con Anush Hamzehian e co-prodotto da France 2.